Quaresima, cammino di preparazione alla Pasqua
di Redazione Sito ·
di Giuseppina Gardella – 14 Febbraio 2024
È il cammino verso la Pasqua, ci fa entrare nel dinamismo della salvezza. Dura 40 giorni che ricordano i 40 giorni, trascorsi da Gesù nel deserto dopo il Battesimo nel Giordano.
Si apre con le “Ceneri”; il sacerdote pone le ceneri sul capo di ciascuno, pronunciando le famose esortazioni “Ricordati che sei polvere e polvere ritornerai” e anche “Convertitevi e credete nel Vangelo”, ricorda che siamo peccatori e dobbiamo passare dalla morte del peccato, alla vita nuova della resurrezione.
La speranza della resurrezione è vivere l’oggi, oltre la paura di morire, la paura del male; rompiamo con la morte che si presenta a noi con il peccato. L’amore, che è la radice della vita cristiana, ci fa superare la paura di essere abbandonati, scartati, dobbiamo varcare la soglia del perdono, accettare i fatti che ci accadono, abbandonandoci alla fiducia in Dio.
Per incontrare il Padre devo dire tanti no; la prima domenica di Quaresima ci presenta Gesù che va nel deserto 40 giorni, non mangia, non beve, è tentato dal demonio: anch’io devo dire no alla mia fame di cose, al mio egoismo, per aprirmi ai fratelli e alle loro necessità, con l’amore che fa proprio l’atteggiamento della compassione e diviene amore misericordioso. In fondo tutta la nostra esistenza è una prova, una quaresima, un’occasione di meditazione, di preghiera e di digiuno, inteso come purificazione interiore, di silenzio, di dialogo con noi stessi. Digiunare da ogni comportamento egoistico, che assolutizza i beni materiali, digiunare per gli altri, coltivando la carità fraterna, la solidarietà verso gli altri.
Gesù nella II domenica di Quaresima ci fa scoprire il suo volto invisibile, segreto; quando guardiamo con gli occhi di Dio, scopriamo la grandezza di chi ci è vicino, sperimentiamo la bellezza dell’essere cristiani e nell’ascolto della Parola di Dio scopriamo il senso delle cose che ci accadono. Anche noi nella III domenica (del ciclo liturgico A) con la Samaritana capiamo che l’acqua viva che viene da Cristo ci libera dalle nostre delusioni affettive e materiali.
Con il cieco nato della IV domenica scopriamo quanto anche noi siamo ciechi alla verità, alla potenza che Dio vuole manifestare in noi, se solo ci affidiamo a Lui, con le nostre sofferenze che possono diventare una missione. Se ci apriamo all’amore, ci apriamo alla luce, capiamo chi siamo e qual è il senso della nostra vita…
L’ultima domenica ci offre il miracolo della resurrezione di Lazzaro; anche noi siamo incitati ad uscire dalla tomba, dalla schiavitù dei nostri peccati, dal buio in cui ci siamo chiusi. Solo aprendo il cuore togliamo la pietra che ci soffoca, abbandoniamo le nostre difese e comprendiamo che Dio ci ama, oltre le nostre debolezze. Ciò che ci è difficile accettare, diventa luce se ci affidiamo alla Misericordia di Dio. Facciamo esperienza di questa luce se non ci rendiamo colpevoli delle disgrazie che ci capitano, che possono diventare una testimonianza. La potenza di Dio apre la luce sulle nostre sofferenze.
La Domenica delle Palme, Gesù entra in Gerusalemme, ci chiama per “tirarci fuori” e portarci “oltre”.
Da cosa il Signore mi chiama ad uscire? Uscire dall’attaccamento a ciò che possiedo, al mio desiderio di sempre più cose, per arrivare al profondo, a quello che è connesso a ciò che mi succede.
Con la “parola” del Vangelo, mi avvio alla salvezza (dalla fame, dalla sete di affermazione e di potere, dalla cecità che mi chiude solo alle vicende del mondo…) e mi avvio a praticare le tre parole chiave della Quaresima, digiuno, preghiera e carità.
Quale Pasqua desidero fare? Chiediamo al Signore di aiutarci a capirlo.
