Sabato 28 dicembre: grande festa alla Casa di riposo “Parenti” per la Luce di Betlemme
di Redazione Sito · Pubblicato · Aggiornato
di Luca T. – 15 Febbraio 2025
È stato con grande gioia ed entusiasmo che, lo scorso sabato 28 dicembre, una piccola rappresentanza della Comunità Masci “Intorno al fuoco” di Pontenure ha fatto ritorno alla Casa di riposo “Parenti” per recare in dono agli anziani ospiti della struttura una luce speciale, quella di Betlemme, che come ad ogni Natale ha fatto tappa tra di noi, a Pontenure, recando a tutti il suo messaggio di pace e speranza universale.
Un grosso applauso degli anziani ospiti, radunati come al solito nella cappella della struttura per assistere alla celebrazione della Santa Messa prefestiva, ha salutato l’ingresso della lanterna in cui brillava la Luce della Pace, attinta nella grotta della Basilica della Natività a Betlemme, nel luogo stesso in cui si ricorda il grande e mirabile evento dell’Incarnazione.
All’inizio della celebrazione, dopo una breve introduzione del celebrante don Luigi Mosconi, gli scout del Masci hanno portato la Luce di Betlemme fino all’altare, per poi accendere con la sua viva fiammella una candela. Essa è stata accesa per tutto il periodo natalizio e continua anche oggi ad accompagnare, con la sua luce, le celebrazioni eucaristiche che vengono celebrate presso la cappellina del nostro Ricovero.
Un gesto semplice, un segno piccolo, un dono banale, ma assai grande è stata l’emozione degli anziani ospiti nell’accogliere questo regalo inaspettato, che in tutti ha suscitato tante domande e curiosità. Altrettanto grande è stata la sorpresa dei nonnini nell’apprendere, attraverso le parole degli scout, la storia avventurosa di quel piccolo lume, giunto dopo un lungo viaggio da una terra lontana, una luce che mani generose hanno “trasmesso” di mano in mano, di fiaccola in fiaccola, avvicendandosi come in una staffetta, fino alla piccola candela posata sulla mensa dell’altare.
Ispirata dalle commosse parole di don Mosconi, che nella sua omelia ha ricordato l’assoluta urgenza di pregare il Bambino Gesù per invocare da Lui il dono della pace, da tutti i presenti è salita alta verso il Cielo una preghiera sentita e sincera, perché il Signore Bambino illumini ancora le menti e i cuori dei tanti “Erodi di oggi”, insieme alla supplica che tutta l’umanità possa godere del dono più necessario in questi tempi inquieti: il dono della pace per tutti i popoli e le nazioni della terra.
“Questo Bambino non appartiene a nessuno di noi”, ha ricordato ancora don Luigi, ma è “un dono del Padre per tutta l’umanità”, di quel Dio che “ha bisogno di una mamma, come la Vergine Maria, per dare uno scrollone a questo mondo malato”. “Tanti Erodi ci sono nel mondo, Erodi di ieri e di oggi, – ha insistito don Luigi – nessuno dei quali si inginocchia davanti al Dio Bambino, la cui culla è macchiata del sangue di tanti innocenti”. Cosa possiamo fare noi di fronte a tutto questo? “Dobbiamo essere come Maria, che ci ha dato il buon esempio“, ha sottolineato don Luigi, e annunciare con forza, senza timore e senza violenza, le verità eterne del Vangelo, per costruire un mondo più libero, fraterno e giusto.
Un invito all’azione questo che coinvolge tutti e ciascuno, perché tutti siamo chiamati ad annunziare la Buona notizia e a testimoniare la nostra appartenenza a Cristo nella vita di ogni giorno, come ben sanno i nonnini della Casa di riposo “Parenti” che don Luigi sprona ogni sabato ad essere veri e autentici missionari, perché ovunque e in ogni stagione della vita si può essere testimoni viventi del Vangelo. Non è mai troppo tardi!